Matelica: nascono gli “Orti di Comunità”. Terra, giovani e memoria per abbattere l’isolamento sociale.
Agricoltura & Territorio Cultura & Società Il Vivarelli

Matelica: nascono gli “Orti di Comunità”. Terra, giovani e memoria per abbattere l’isolamento sociale.

Mag 11, 2026

Sabato 9 maggio, presso gli spazi della Fondazione Il Vallato, si è tenuto l’evento di lancio di “Orti di Comunità” , un progetto ambizioso di Lucia Carnevalini e Valentino Narducci , che mira a trasformare l’agricoltura in uno strumento di coesione sociale. L’iniziativa, nata per contrastare l’isolamento e favorire lo scambio intergenerazionale, ha visto la partecipazione attiva di cittadini, studenti e custodi delle tradizioni locali.

​Il progetto si inserisce nel quadro del programma “The CARE”, cofinanziato dall’Unione Europea e promosso da ActionAid International Italia in collaborazione con la Fondazione Realizza il Cambiamento. L’evento gode inoltre del patrocinio del Comune di Matelica e del supporto della Rete RIFAI e dell’Università del Camminare.

La scuola incontra il territorio

La mattinata, denominata “Semi di Sapienza”, ha visto protagonista l’ Istituto Agrario “G. Vivarelli di Fabriano”. Sotto la guida dei docenti Nadia Girolamini, Emiliano Meccoli, Elisa Manni e Giuseppina Zampetti, gli studenti Barnaba Valenti e Julia Burzacca hanno condotto laboratori pratici di coltivazione di piante officinali. Un esempio virtuoso di come il sapere accademico possa uscire dalle aule per mettersi al servizio della comunità, guidando i partecipanti nella cura della terra.

​ Il sapore della memoria
La convivialità è stata il cuore pulsante della giornata, grazie al catering curato dal Salumificio Bartocci. Renato Bartocci e la sua famiglia hanno offerto una degustazione dei “Prodotti Nobili Marchigiani”, raccontando una storia imprenditoriale nata nel 2005 e profondamente legata alla qualità del territorio.

Nel pomeriggio, il focus si è spostato sui “Custodi della Memoria”.

Grande emozione per la testimonianza di Sebastiano Gubinelli, 90 anni, ex dipendente Agip ai tempi di Enrico Mattei e oggi maestro dell’arte dell’intreccio. Le sue mani hanno mostrato ai presenti come nascono canestri e “frozze”, simboli di un artigianato che rischia di scomparire. Significativo anche l’intervento della Famiglia Basilissi (Tenuta La Pimpinella), che con Mario e suo figlio ha rappresentato il valore del passaggio generazionale in agricoltura.

​Una visione per il futuro

“Orti di Comunità non è solo un orto, è un ecosistema partecipativo”, spiegano i referenti del progetto. “Vogliamo che la terra diventi il pretesto per far collaborare generazioni diverse, dove i veterani trasmettono sapienza e i giovani portano nuova energia. L’obiettivo è ricostruire quel senso di appartenenza che spesso si perde nell’isolamento dei giardini privati”.

​L’evento si è concluso con una votazione collettiva per le ricette della tradizione locale, che verranno presto digitalizzate e condivise sui canali social del progetto per diventare patrimonio comune. Con questa giornata, Matelica pianta i primi semi di un futuro più solidale, sostenibile e connesso alle proprie radici.