Sant’Antonio al Vivarelli: Una tradizione che unisce terra, animali e musica
C’è una data che per noi del “Vivarelli” non è un giorno come gli altri: la festa di Sant’Antonio Abate. Essendo uno degli Istituti Agrari più antichi e storici della Regione, questa festività fa parte del nostro DNA. Da generazioni, la nostra scuola forma esperti dell’agricoltura e dell’allevamento tra Marche e Umbria, e festeggiare il protettore degli animali è il modo migliore per onorare le nostre radici.
Un legame speciale: tra fede e natura
La giornata è iniziata con una rifllessione presso la chiesetta dell’Istituto. Il sacerdote Don Piotr Talarczyk ci ha regalato una bellissima considerazione sul legame profondo tra l’uomo e gli animali, ricordandoci che questa connessione è presente da sempre nelle Scritture e nelle storie dei santi.
Abbiamo ripensato a esempi famosi che tutti conosciamo:
- San Francesco e la sua amicizia con il lupo;
- Il bue e l’asinello nella stalla di Betlemme;
- E naturalmente Sant’Antonio, che veglia su tutte le creature.
La benedizione e la festa in fattoria
Il momento più emozionante è stato sicuramente quello della benedizione degli animali dell’azienda agraria. È stato un momento che ci ha ricordato quanto sia importante il rispetto e la cura per ogni essere vivente.

Note di gioia con “Musica Dentro”
A rendere l’atmosfera ancora più speciale ci ha pensato la musica! Alcuni nostri docenti si sono messi in gioco portando la musica, intonando la tradizionale pasquella. Un ringraziamento particolare va alla Prof.ssa Nadia Girolamini, che da sempre si impegna tantissimo per portare le note tra i banchi (e non solo) con il progetto “MUSICA DENTRO”.
Insomma, è stata una giornata che ci ha ricordato che il “Vivarelli” non è solo studio, ma anche comunità, tradizione e tanta passione.






