La redazione de “Il Cappuccino” in Comune: intervista alla Sindaca di Fabriano Daniela Ghergo
Per le pagine del nostro giornalino scolastico online, Il Cappuccino, noi studenti abbiamo avuto l’onore di intervistare la Sindaca di Fabriano, l’Avv. Daniela Ghergo. Questa intervista assume un valore particolarmente significativo in un momento storico caratterizzato dalla crescente disaffezione dei cittadini verso la politica e le istituzioni. È stata un’opportunità unica non solo per fare buon giornalismo, ma anche per conoscere a fondo il primo cittadino, sia come persona che come alta carica istituzionale. Ci ha permesso di confrontarci direttamente sui problemi e sulle potenzialità della città e, non da ultimo, di
riflettere sul cruciale rapporto tra amministrazione e cittadinanza.
Eletta per la prima volta nel 2022, l’Avvocato Ghergo è la prima donna a ricoprire la carica di Sindaco nella storia della città. La sua carriera, prima di approdare alla guida di Fabriano, è stata caratterizzata sia dalla professione forense che da un’importante esperienza politica a livello nazionale. La Sindaca ha infatti raccontato di aver mosso i suoi primi passi in politica ai tempi dell’università, partecipando al Movimento dell’Ulivo (a metà anni ’90) e arrivando a ricoprire il ruolo di Assistente del Presidente del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi.
Come vedremo, l’Avv. Ghergo ha messo a disposizione della sua città non solo la sua passione per il diritto costituzionale e per la politica intesa come servizio, ma anche la sua competenza nella gestione di meccanismi normativi e procedurali complessi, essenziali per la guida di un grande Comune.
Andiamo all’intervista allora:
L’Esperienza e la Professione
Domanda: Secondo lei, l’attività, cioè lo studio di Giurisprudenza, ha aiutato a livello di
carica? Le ha facilitato il compito rispetto a chi magari viene da un’altra scuola?
Risposta: Allora, diciamo che la conoscenza delle… non tanto una conoscenza delle norme, ma dei meccanismi, è stata utile. Un Sindaco comunque ha a che fare con le norme, le procedure, gli atti amministrativi. Avere a che fare con un sistema normativo, che per me è abbastanza usuale utilizzare come strumento, è una facilitazione. È come per un chimico che ha a che fare con le provette, per lui è più semplice. Diciamo che questi strumenti dell’attività amministrativa – norme, procedure, atti giuridici – per me non sono nuovi, sono abituata ad usarli. Quindi da questo punto di vista sicuramente è una
facilitazione.
Però la domanda è se questo mi ha aiutato a diventare Sindaco. Direi che non è stato questo. Acquisire il consenso dei cittadini, perché poi sono loro che decidono, è un meccanismo molto, come si può dire, anche oscuro. Forse è stato un insieme di tante cose: sicuramente il programma, probabilmente la figura, e forse il fatto che Fabriano non aveva mai eletto una donna, primo Sindaco donna. Questo può aver incuriosito, può aver fatto pensare: “Vabbè, proviamo, vediamo che succede”.
Essere Fabrianese
Domanda: Cosa vuol dire per lei essere Fabrianese?
Risposta: Vuol dire avere la consapevolezza dell’importanza delle radici e delle tradizioni di questa città. Vuol dire essere orgogliosi del fatto che questa è una città creativa, una città che ha dato molto al mondo della cultura in senso lato.
Fabriano, grazie ai mastri cartai e alla genialità che hanno avuto nel 1267, ha dato vita alla prima carta a mano. I mastri cartai Fabrianesi inventano la collatura, che fa sì che il foglio di carta, al posto di essere assorbente e deperibile, diventi resistente e possa sostituire la pergamena. Questa invenzione ha consentito alla scrittura di diventare uno strumento di trasmissione del sapere (i libri) e di diffondersi in tutta Europa. È come se qua noi avessimo inventato il microchip!
Siamo una Città Creativa UNESCO per le arti e l’artigianato. A livello artistico abbiamo figure importanti come Gentile da Fabriano. Questa creatività in termini moderni si è trasformata e ha fatto diventare il distretto Fabrianese un distretto industriale tra i più importanti d’Italia, la capitale dell’elettrodomestico fino a 15-20 anni fa. Essere Fabrianese significa essere orgogliosi di queste radici e avere la responsabilità di far sì che il nome di Fabriano rimanga un nome importante a livello regionale e italiano.
La Scelta di Candidarsi
Domanda: Perché ha deciso di candidarsi alla carica di Sindaco?
Risposta: Ho avuto un’esperienza politica quando ero all’università. La passione per la politica mi ha portato, mentre studiavo a Bologna, a incrociare il Movimento dell’Ulivo (nel ’95), nato con il professor Romano Prodi. Ho partecipato come volontaria, e poi il mio impegno è cresciuto. Dopo la vittoria delle elezioni, sono stata chiamata a Roma, diventando Assistente al Presidente del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi.
Dopo quell’esperienza, sono tornata a Fabriano e ho iniziato a fare l’Avvocato. Quattro anni fa, Fabriano si trovava in una situazione di grande difficoltà. Con un gruppo di persone che non avevano mai avuto ruoli politici diretti, abbiamo cominciato a ragionare su come potevamo dare una mano a questa città, per dare un futuro ai giovani ed evitare che affondasse. Ci siamo detti: “La politica deve essere intesa come un servizio agli altri”.
Questa città ci ha dato molto, adesso è il caso che noi proviamo a dare qualcosa indietro, mettendoci in gioco. La città ci ha dato fiducia: per la prima volta una coalizione ha vinto al primo turno e, cosa che mi rende più orgogliosa, ha vinto in tutti i 46 seggi di Fabriano. Sono numeri importanti e responsabilità importanti. Io ormai l’Avvocato non lo faccio più, questo non è un lavoro, è un servizio h24 a tempo determinato. Bisogna dedicarsi al 100% alla Città.
Il Ruolo del Primo Cittadino
Domanda: Perché è importante il primo cittadino di un Comune?
Risposta: Il primo cittadino di un Comune è importante perché rappresenta la città e si fa
carico delle sue esigenze, dei problemi, e deve essere in grado di fornire soluzioni e prospettive. È in qualche modo la punta di un iceberg. Il Sindaco ha molte responsabilità, forse troppe rispetto ai poteri che ha. È il legale rappresentante dell’ente, è un’autorità sanitaria (può emettere ordinanze d’urgenza), ed è un rappresentante dello Stato (può limitare la libertà dei cittadini in alcuni casi particolari, come nel caso di un Trattamento Sanitario Obbligatorio, TSO, su indicazione di due medici). Ci sono dei poteri importanti che un Sindaco ha, al di là dell’amministrazione.
Le Difficoltà del Mandato
Domanda: Quali sono le principali difficoltà che ha incontrato nel percorso per diventare
Sindaco e invece quali difficoltà sta trovando durante il suo mandato?
Risposta (Difficoltà nel percorso): Più che difficoltà, c’è stata la necessità di lavorare ad un progetto strutturato, individuare i problemi della città, ragionare sulle soluzioni e poi cercare di convincere i cittadini che la nostra proposta fosse la migliore. Risposta (Difficoltà nel mandato): Uno dei problemi, in generale, è che il Sindaco ha tante responsabilità ma pochi poteri. Io, ad esempio, non ho poteri diretti sui 170 dipendenti del Comune; ho poteri di indirizzo e di controllo. Se un cittadino vede una buca, la responsabilità legale ricade sul Sindaco, anche se poi l’atto concreto (trovare i soldi,
chiudere la buca) è compito degli uffici e dei dirigenti. C’è una differenza enorme tra la responsabilità che io ho e il potere che ho. Un’altra difficoltà è la mancanza di dotazione finanziaria adeguata. Fabriano è il territorio più grande della Regione Marche (con circa 60 frazioni in montagna con problemi di manutenzione e frane), ma non abbiamo più risorse rispetto ad altri Comuni. Dobbiamo far
fronte a problemi spesso più grandi di noi con le poche risorse dalle tasse dei cittadini. Questo genera un senso di frustrazione continua, perché devi fare scelte difficili e dolorose, ad esempio tagliando le manutenzioni per non rinunciare a servizi essenziali (luce nelle scuole, assistenza ai disabili, trasporto scolastico).
Domanda: Quali sono le principali criticità di Fabriano?
Risposta: La principale criticità è il lavoro. Questa zona 15 anni fa era considerata la Svizzera del Centro Italia, la città con il PIL pro capite più alto di tutte le Marche. Quando la crisi economica dal 2008 in poi ha fatto crollare l’economia dell’elettrodomestico, la città si è ritrovata improvvisamente priva di riferimento, in un momento di shock.
La Fabriano del Futuro
Domanda: Come si aspetta Fabriano nel futuro?
Risposta: Io confido molto in una città creativa, una città che ha saputo risollevarsi anche in situazioni difficili con un tocco di genialità, e credo che questo ce l’abbia nel DNA. Deve un po’ ritrovare più fiducia in sé stessa. Credo che quel boom di quella natura non sarà possibile, semplicemente perché è cambiato il mondo (c’è la globalizzazione). Però possiamo essere ottimisti sul fatto che in altre forme questa città possa risollevarsi. Dobbiamo credere nelle possibilità che hanno le aree interne. Negli ultimi anni, la politica ha guardato soprattutto alle coste, tralasciando tutta la fascia interna dell’Italia (circa 15 milioni di abitanti). Credo che ci sarà un’ondata di ritorno che valorizzerà queste zone perché la qualità della vita è migliore (aria, ambiente, costi). Inoltre, il cambiamento climatico in prospettiva penalizzerà la costa e valorizzerà di più le aree interne (dove è più fresco). La politica deve essere intelligente e governare questi
meccanismi. Se la Fabriano del futuro saprà cogliere questa opportunità e sarà lungimirante, potrà avere un futuro che sarà, secondo me, un futuro dolce.
Domanda: Le è mai successo che le casse del Comune fossero vuote oppure il Comune
avesse dei debiti?
Risposta: Un Comune non può andare in deficit di bilancio, deve sempre chiudere almeno a zero, altrimenti scatta il dissesto finanziario e il commissariamento. Le casse del Comune sono molto risicate, e sono sempre meno (meno cittadini, meno tasse, meno soldi dallo Stato e dalla Regione). I Comuni sono lasciati da soli a gestire problemi che spesso sono più grandi di loro.
Ad esempio, se c’è un minore che deve essere allontanato dalla famiglia per motivi di sicurezza, il Comune ha l’obbligo di farsene carico, mettendolo in una comunità. Il costo è di circa 150 euro al giorno, che significa 60.000 euro all’anno per un minore. Ci sono state situazioni in cui famiglie con quattro minori hanno richiesto un impegno improvviso di 300.000 euro a bilancio. In questi casi, il Comune deve avere qualcosa da parte o rinunciare a qualcos’altro.
Bilancio Personale e Consigli
Domanda: Se lei potesse tornare indietro nel tempo, cosa cambierebbe di lei, sia come
primo cittadino che come libero cittadino?
Risposta: Mi sono molto dedicata all’inizio del mandato a ristrutturare il meccanismo del Comune, perché non funzionava. C’erano uffici che non erano stati ricomposti, persone messe nel posto sbagliato. Ci siamo dedicati per due anni e mezzo a risistemare questa macchina, a rimettere i dirigenti dove non c’erano. Questo mi ha richiesto molto tempo, e ho avuto poco tempo per incontrare i cittadini o andare in città e avere un rapporto più diretto.
Forse questo lo cambierei: dedicherei meno tempo alla struttura (anche se necessario) e cercherei di farmi sentire più vicina ai cittadini. Cercherei di farmi percepire di più. Adesso stiamo cambiando il registro e cercherò di essere un po’ meno nella struttura e un po’ più all’esterno.
Domanda: Che cosa ne pensa della nostra scuola, l’Istituto Tecnico Agrario di Varelli?
Risposta: Ho molto rispetto nei confronti della Vostra Scuola e credo che sia un onore e un fiore all’occhiello avere un Istituto blasonato a livello regionale da decenni. Ho anche un legame affettivo: mio papà, un enologo, negli anni ’40 è venuto da Osimo a studiare al convitto, perché era un istituto tecnico agrario importante e di qualità. Da quell’esperienza ha poi fatto derivare la sua professione, per cui il Verdicchio dei Castelli di Jesi ha anche il suo contributo. Avere questo Istituto questo è un grande orgoglio.
Domanda: Che consiglierebbe a chi volesse intraprendere la carica di primo cittadino?
Risposta: Direi che è una bellissima esperienza perché si ha la possibilità, credo irripetibile, di fare qualcosa per i propri concittadini, per le persone che hai visto crescere con te. Cosa consiglierei? Di non scoraggiarsi. Fare il Sindaco non è una cosa semplice, obiettivamente, però dà anche molte soddisfazioni. Consiglierei di mettersi in gioco, di non avere timore di essere criticato e, soprattutto, di fare in modo che questa esperienza sia volta alla rinascita dei vari settori e soprattutto a fare il bene comune. Noi siamo partiti dal presupposto, riprendendo le parole di Don Giuseppe Dossetti (storico Sindaco di Firenze), che il tuo problema devo sentirlo anche come il mio problema. Deve esserci empatia e poi cercare la soluzione e trovarla insieme. Questo è il significato della politica.
Domanda: Cosa direbbe alla redazione del giornalino?
Risposta: Vi faccio i complimenti perché questa esperienza è molto formativa. Questa attitudine giornalistica si sta un po’ perdendo in questo contesto di informazione automatizzata. Voi state facendo in qualche modo il mestiere del giornalista, che implica una grande curiosità, un mettersi nei panni degli altri. Nel momento in cui voi mi avete formulato le domande, vi siete prima immedesimati in me. C’è davvero bisogno in questo momento di persone che ragionino, soprattutto giovani come voi, che abbiano curiosità e che siano in grado di interpretare, di trasformare poi in un pezzo giornalistico le esperienze degli altri. È un modo per voi di rapportarvi con le istituzioni e di avere la curiosità di entrare in contatto con diverse parti del mondo in cui vivete. Grazie a voi che mi avete dato la possibilità di fare queste riflessioni.
In conclusione:
Incontrare il primo cittadino di un comune è stata sicuramente un’esperienza gradevole e soprattutto importante, specialmente in questo periodo dove l’attenzione verso le istituzioni e la politica sta venendo sempre meno. Proprio per questo motivo, non ci dovremmo scordare dell’importanza che ha un rappresentante di una comunità, il cui compito è di guidarla e di mettersi a piena disposizione nei momenti di bisogno per risolvere i vari problemi che l’affliggono. Oltretutto un’intervista del genere è stata utile per snocciolare temi e curiosità su questa carica, dato che (a nostro parere) le conoscenze relative a questo importante compito della società sono spesso confuse e scarse.
Intervista effettuata dagli studenti:
FABIO PITTORI
VALERIO MAZZARINI
MARGHERITA PAGGI
LORENZO BUGATTI
Redazione de “Il Cappuccino” per la revisione
Professori responsabili del progetto:
Prof.ssa Nadia Girolamini
Prof. Stefano Gatti
Prof. Giuseppe Salici.
Si ringraziano la Sindaca di Fabriano e l’ufficio stampa per la grande disponibilità
dimostrata.






