Fabriano, dove lo Spumante è Storia, Cultura e Arte (e i Ciceroni sono Studenti)
Un Inno al Patrimonio Locale nelle Giornate FAI d’Autunno 2025
Le Giornate FAI d’Autunno 2025 si sono concluse con un successo che va oltre i numeri, trasformandosi a Fabriano in una vera e propria celebrazione della storia e della gioventù. Sabato 11 e Domenica 12 Ottobre, il Fondo Ambiente Italiano (FAI) ha regalato al pubblico due aperture d’eccezione, puntando sull’affascinante Museo dello Spumante Metodo Scacchi, ospitato nello spazio Galleria delle Arti in via Gioberti.
Non si è trattato di una semplice visita, ma di un viaggio nel tempo, reso indimenticabile dalla preparazione e dall’entusiasmo degli studenti che hanno guidato i visitatori

Un Primato Italiano da Riscoprire
Il Museo dello Spumante ha offerto una prospettiva storica sorprendente. Chi pensa che lo Champagne sia nato con Dom Perignon è invitato a ricredersi: il cuore del percorso espositivo è infatti l’omaggio a Francesco Scacchi (1577-1656), illustre medico e igienista fabrianese. Scacchi, con il suo trattato del 1622 intitolato “De Salubri Potu Dissertatio”, descrisse i metodi di spumantizzazione con quasi cinquant’anni di anticipo rispetto al celebre abate francese.
Il Museo celebra questo primato italiano, illustrando il Metodo Scacchi, una tecnica naturale che, a differenza del Metodo Classico (Champenoise), utilizza unicamente gli zuccheri propri del mosto d’uva per innescare la rifermentazione in bottiglia. I visitatori hanno potuto ammirare una rara edizione originale del trattato e la ricca collezione di reperti della Regia Scuola Pratica di Agricoltura, oggi confluita nell’Istituto Tecnico Agrario Vivarelli.

La Forza Trainante della Gioventù
L’anima e la motivazione vibrante di queste Giornate FAI sono state però le voci e i volti degli studenti.
Gli Apprendisti Ciceroni provenienti dall’IIS Morea-Vivarelli di Fabriano sono stati i veri protagonisti. Con una competenza che ha saputo superare l’età, questi ragazzi hanno assunto il ruolo di guide, svelando la storia di Scacchi, le tecniche enologiche e la connessione profonda con l’Istituto Agrario Vivarelli, da sempre in prima linea nel progetto di recupero dei vitigni storici.
La loro presenza non è stata solo un supporto logistico, ma un ponte vivo tra il passato glorioso della città e il suo futuro. Vederli raccontare con passione la storia di un concittadino geniale e spiegare i segreti della rifermentazione, ha reso la visita un’esperienza viva e interattiva.
Questi giovani hanno dimostrato che la cultura e l’amore per il proprio territorio non hanno bisogno di età, ma solo di passione.








